Migliaccio di Carnevale, un dolce che non ha bisogno di maschere

Ogni Carnevale si presenta la difficoltà di fare un dolce che faccia da cornice a questa festa. Io non amo la frittura che, in questo periodo, è quasi un “must”, così ho scoperto il Migliaccio di Carnevale.

Questo dolce è napoletano di origine, ma ormai è conosciuto in tutta Italia con innumerevoli varianti ed ha stuzzicato la mia curiosità.

Provatelo anche voi!

Ingredienti

  • 500 ml di latte
  • 400 ml di acqua
  • 200 gr di zucchero
  • 4 uova a temperatura ambiente
  • 50 gr di farina buccia di un limone e di un’arancia
  • 150 ml di succo di arancia
  • 50 gr di burro
  • 300 gr di ricotta vaccina
  • 250 gr di semolino
  • 100 gr di gocce di cioccolato fondente

Procedimento del “Migliaccio di Carnevale”

Mettete in una casseruola il latte e l’acqua con la buccia degli agrumi e portate a sfiorare il bollore.

Aggiungete il semolino a pioggia e mescolate con una frusta a mano. Aggiungete il burro e mescolate ancora. Fate raffreddare.

Il Migliaccio di Carnevale non è difficile da preparare, ma va rispettato l’ordine dei vari passaggi.

Ora dedicatevi a montare le uova a temperatura ambiente con lo zucchero. Quando saranno belle spumose e chiare potete aggiungere il succo dell’arancia, la ricotta scolata e la farina setacciata.

Amalgamate ancora ed aggiungete ora la crema di semolino ormai raffreddata.

Mescolate con cura per amalgamare tutti gli ingredienti. Per ultimo aggiungete le gocce di cioccolato e mescolate ancora.

Con questa dose, io ho preparato 12 monoporzioni nello stampo da muffin ed una teglia rettangolare.

Infornare a 200° per un’ora in forno ventilato.

Attenzione alla cottura poiché sarà più breve per l’impasto nello stampo dei muffin rispetto alla teglia rettangolare 19×26 cm.

Migliaccio di Carnevale, un dolce diverso per il vostro Carnevale, ma buono in tutte le occasioni!

Anna

Anna

Anna, 39 anni, oltre ad essere una mamma, sono anche una grande appassionata di cucina rustica! Amo anche il basket, ma ormai ho appeso le scarpe al chiodo. Così ora mi dedico, con lo stesso entusiasmo, a pentole e fornelli per provare nuovi piatti e nuove versioni di quelli noti.

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